Bacini di raccolta d'acqua e invasi: normative e procedure / Biolaghi, Acqua e Giardino
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Bacini di raccolta d'acqua e invasi: normative e procedure

lunedì 13 gennaio 2014

La progettazione di bacini d’acqua e invasi deve sottostare a precise normative, procedure burocratiche e di costruzione volte a garantire gli standard di sicurezza, la tutela dell’ambiente e della fauna in cui essi sono inseriti e la funzionalità.

La raccolta d’acqua a uso agricolo, antincendio, turistico, industriale o civile

La realizzazione di bacini e invasi è finalizzata alla raccolta, all’incanalamento e alla gestione dell’acqua per vari scopi: dall’irrigazione, all’antincendio, passando per l’innevamento artificiale, agli usi industriali o civili.

La sicurezza nella progettazione del bacino d’acqua

Sono ovviamente molte le peculiarità di cui è necessario tenere conto in fase di progettazione, sia che si tratti di bacini per la raccolta delle acque costruiti ex novo, sia in caso di recupero di strutture già esistenti. Ovviamente il bacino deve essere impermeabilizzato e deve essere accessibile ai mezzi che ne devono beneficiare in modo funzionale e sicuro. La stabilità idrogeologica è indubbiamente un requisito fondamentale, garantito da procedure burocratiche ed edilizie ben precise, atte a evitare frane, smottamenti, valutare i drenaggi di aria e acqua, regimare le acque di flusso e reflusso e molto altro. La pulizia dell’acqua in ingresso, per esempio, è una necessità fondamentale per evitare che, nel giro di pochi anni, il bacino si riempia di fango. Per questo vengono previste aree di decantazione dell’acqua, prima dell’introduzione, per agevolarne la filtrazione e la raccolta di sassi, rifiuti e rami.

Va da sé che, trattandosi di costruzioni che governano migliaia di metri cubi d’acqua, la sicurezza è una priorità imprescindibile, sia rispetto a eventi idrogeologici di grande portata, sia relativamente alle singole persone e alla fauna locale. A questo proposito vengono previsti recinzioni oltre a sistemi di gradini e scalette che permettano l’uscita di persone, ma anche di animali, qualora dovessero accidentalmente cadere nel bacino.

La regimazione e il drenaggio delle acque, del resto, sono orientati anche a garantire i livelli minimi di volume dell’acqua disponibile, affinché essa sia sempre disponibile per le finalità per le quali il bacino o l’invaso è stato progettato.


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